Amundsen: Un approfondimento sulla percezione del dolore nei nostri pazienti

Amundsen: Un approfondimento sulla percezione del dolore nei nostri pazienti

Il Dott. Pål Andre Amundsen ci offre la sua esperienza teorica e clinica nell’integrazione della scienza del dolore con l’osteopatia clinica.
A breve in Italia con il corso: “La gestione del Dolore nella Pratica Osteopatica – Approccio Biopsicosociale in Clinica”

Nel corso degli ultimi congressi dell’Associazione Mondiale di ricerca sul dolore, uno dei temi più affrontati è stato quello degli elementi che vanno a generare la percezione del dolore nei nostri pazienti.
Da questo dibattito è emerso un quadro assai più complesso della pura analisi e studio delle vie neurologiche che ci portano a percepire il dolore.
Il modello ormai universalmente accettato e riconosciuto dai principali studiosi è il Modello Bio-Psico-Sociale. Questa nuova visione ci porta a considerare la percezione soggettiva di dolore riferita da un paziente come l’integrazione tra l’informazione neurologica nocicettiva proveniente dalla periferia (Bio), la condizione psicologica del soggetto in quel momento (Psico) e infine il ruolo o i cambiamenti che questa situazione dolorosa apportano alla vita sociale condotta dal paziente (Sociale).
Per meglio comprendere questo concetto si potrebbe menzionare un famoso studio condotto da un medico americano durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo ricercatore si recò nelle zone di guerra per compiere una valutazione sul dolore percepito dai soldati feriti durante il conflitto e in procinto di rimpatrio, dopo aver subito un intervento chirurgico a livello addominale e toracico per ferite da taglio o arma da fuoco.
Tornato in patria fece la stessa cosa in alcuni ospedali valutando il dolore percepito dai degenti dopo esser stati sottoposti a interventi chirurgici nelle stesse aree dei soldati.
I risultati evidenziarono come il dolore mediamente percepito dai soldati in procinto di tornare dalla guerra era decisamente inferiore rispetto ai pazienti ospedalizzati in patria.
La spiegazione di tutto ciò sta ovviamente nella prospettiva completamente diversa tra i due gruppi e nell’inquadramento psicologico e sociale totalmente diverso.
I soldati, sebbene feriti in battaglia, erano consapevoli di essere sopravvissuti e stavano per tornare a casa da una guerra, mentre i pazienti in ospedale avevano enormi preoccupazioni sul loro futuro, sul futuro della loro patologia e del loro inquadramento sociale (lavoro, famiglia, ecc.).
Partendo da questi presupposti il nostro lavoro non può non considerare, sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico, queste componenti per meglio approcciare i nostri pazienti.
Il nostro collega, il Dottor Pål Andre Amundsen, ha dedicato molti anni allo studio specifico di queste condizioni e verrà per portarci la propria esperienza teorica e clinica su questo argomento, essendo non solo un accademico ma anche un collega osteopata con le nostre stesse esigenze terapeutiche e di conoscenza.

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