Il trattamento manipolativo osteopatico viscerale riduce le tossicità digestive indotte dalla chemioterapia adiuvante nelle pazienti affette da carcinoma mammario: uno studio

Il trattamento manipolativo osteopatico viscerale riduce le tossicità digestive indotte dalla chemioterapia adiuvante nelle pazienti affette da carcinoma mammario: uno studio

Commento all’articolo: Visceral osteopathic manipulative treatment reduces patient reported digestive toxicities induced by adjuvant chemotherapy in breast cancer: A randomized controlled clinical study [Lagrange A., Decoux D., Briot N., Hennequin A., Coudert B., Desmoulins I. e Bertaut A.]

Anche questo mese abbiamo deciso di proporre un tema di particolare interesse su cui ragionare e perciò abbiamo scelto di analizzare un articolo pubblicato la scorsa estate sull'”European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology” che indaga come il trattamento manipolativo osteopatico viscerale possa ridurre le tossicità digestive indotte dalla chemioterapia adiuvante nelle pazienti affette da carcinoma mammario.

È frequente sentir parlare di osteopatia in ambito viscerale e gli osteopati sottolineano come questa peculiarità differenzi il trattamento osteopatico dalle altre terapie manuali.

Contemporaneamente, ci si interroga su quale sia il concreto ruolo che potrebbe ricoprire l’osteopatia stessa all’interno del mondo sanitario al di là dell’attività clinica privata, conosciuta come rimedio per i disturbi muscolo-scheletrici o limitata all’ambito sportivo e riabilitativo.

Lo studio svolto nell’articolo che presentiamo oggi si pone come obiettivo quello di verificare se effettivamente l’osteopatia possa avere rilevanza sugli effetti collaterali della chemioterapia adiuvante a cui si sottopongono le donne operate di carcinoma mammario.

In particolare sono stati presi in esame:

  1. La qualità della vita
  2. L’incidenza di nausea/vomito
  3. L’incidenza di costipazione

Il cancro al seno è il tumore più comune nelle donne: in Francia, nel 2018, sono stati stimati oltre 56.000 nuovi casi e, da protocollo, la maggior parte dei pazienti beneficia della chemioterapia adiuvante. L’efficacia di questa cura è accompagnata, tuttavia, da effetti collaterali debilitanti – in particolare nausea e vomito – e le attuali linee guida sui trattamenti per prevenire le tossicità gastrointestinali includono solo un’associazione di farmaci antiemetici a sostegno del paziente.

Lo studio

Lo studio condotto dal Centre Georges François Leclerc (CGFL) in Francia include 94 donne operate di carcinoma mammario (in resezione completa) che sono state suddivise a random in due gruppi e che hanno subito variazioni numeriche durante lo studio (è possibile approfondire nel testo originale il paragrafo sui criteri d’inclusione):

  • 54 donne assegnate al gruppo di trattamento osteopatico con tecniche viscerali, di cui però se ne sono state analizzate solo 41;
  • Un gruppo placebo sottoposto a tecniche osteopatiche più superficiali partito da 40 e ridottosi a 28

Le donne sono state sottoposte a sessioni di osteopatia dopo i primi 3 cicli di chemioterapia svolte da un unico osteopata.

Nel gruppo di trattamento viscerale, le pazienti hanno ricevuto manipolazioni viscerali legate alla mobilizzazione del diaframma, mentre – nel secondo gruppo – le pazienti hanno ricevuto una manipolazione dei tessuti superficiali/molli senza azione sulla parete toracica più profonda e sulle strutture addominali. Da notare che l’intensità di compressione è stata ridotta in quest’ultimo per evitare qualsiasi manipolazione del diaframma e dei muscoli intercostali.

 Risultati

  • Il tasso di episodi di nausea vomito di grado ≥1 è risultato elevato sia nel gruppo sperimentale trattato che in quello placebo.
  • Frequenti anche episodi di costipazione di grado ≥1
  • Secondo I CLINICI non sono state rilevate differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda il tasso di nausea/vomito (p = 0,569) o costipazione (p = 0,204).
  • Tuttavia, secondo I PAZIENTI l’impatto della costipazione e della diarrea sulla qualità della vita è risultato significativamente inferiore nel gruppo sperimentale, cioè nel gruppo trattato con trattamento osteopatico viscerale (p = 0,036 e p = 0,038, rispettivamente).
  • In accordo con questa osservazione, i pazienti sottoposti alla manipolazione con placebo avevano la tendenza a richiedere più frequentemente medicinali anti-costipazione.

Pertanto è possibile affermare che l’osteopatia viscerale potrebbe ridurre le tossicità digestive riportate dai pazienti indotte dalla chemioterapia adiuvante e ovviare all’uso dei farmaci.

I limiti dello studio

Come per tutti gli studi, sono presenti alcuni limiti che vanno considerati come stimolo per migliorare la ricerca futura.

  1. Il numero di pazienti non era identico nei due gruppi. In effetti, a causa della dimensione del campione relativamente piccola, la semplice tecnica di randomizzazione utilizzata ha portato a un numero ineguale di partecipanti tra i gruppi.
  2. Si è trattato di uno studio monocentrico, che ha coinvolto cioè un solo medico osteopata in tutte le manipolazioni.
  3. Sebbene l’osteopatia viscerale sia accettata e riproducibile, per confermare i risultati dello studio sarebbe necessario uno studio multicentrico che coinvolga diversi osteopati e un numero maggiore di pazienti.
  4. Sebbene i colleghi abbiano riportato un alto tasso di episodi di nausea/vomito nei pazienti nonostante l’uso di antiemetici, va sottolineato che la maggior parte degli episodi di nausea e vomito erano di grado 1 e potrebbero essere collegati al disgusto del cibo (risultati non mostrati). Inoltre, la popolazione dello studio è composta esclusivamente da donne e il sesso femminile sembra essere un fattore di rischio per l’emesi indotta dalla chemioterapia .
  5. Non è stato previsto un limite nel dosaggio o nella prescrizione dei farmaci antiemetici.

Le differenze menzionate rendono difficile il confronto tra i risultati di questo studio e gli studi condotti in precedenza, inoltre è presente una discordanza tra il parere dei clinici e quello dei pazienti in cura rispetto ai sintomi.

Nello studio in questione, non è stata osservata alcuna discrepanza tra il clinico e il paziente riguardo agli effetti che potesse avere l’osteopatia  su nausea/vomito indotti dalla chemioterapia. Tuttavia, per quanto riguarda la costipazione, i pazienti hanno riportato un effetto benefico del trattamento viscerale osteopatico, mentre i risultati basati sul rapporto dei sintomi del medico non mostrano differenze significative. I medici registrano gli effetti collaterali durante il trattamento del cancro usando una scala di valutazione. Numerosi studi hanno costantemente dimostrato che gli operatori sanitari sottovalutano l’incidenza e la gravità dei sintomi dei pazienti, rispetto ai pazienti stessi. Inoltre, l’incidenza e la gravità dei sintomi sembrano dipendere dal tipo di sintomo valutato.

La terapia manuale osteopatica è chiaramente una componente essenziale dell’assistenza sanitaria, ma può essere combinata con altri trattamenti, consigli o terapie. Dato che abbiamo affrontato in modo specifico l’effetto di una particolare terapia manuale, ci si può aspettare che l’impatto dell’osteopatia sugli eventi avversi, correlati al trattamento di gestione nella vita reale, possa essere maggiore.

Ci auguriamo quindi che studi come questo siano punto di partenza  e riflessione non solo per chi si occupa di ricerca, ma anche per chi si occupa di sanità.

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